Chirurgia e medicina estetica, cosa fare e cosa non fare d’estate


Chirurgia e medicina estetica: cosa fare e cosa non fare d’estate? «Il periodo caldo è spesso considerato un momento sfavorevole per gli interventi: in realtà non è così. Per la medicina estetica, meglio evitare trattamenti di rivitalizzazione e di rigenerazione della pelle» dice il chirurgo plastico Gianluca Campiglio, segretario Isaps e autore del libro “Mi voglio così”.

Qual è la stagione giusta per rifarsi il seno? È possibile fare un’addominoplastica d’estate? Insomma, esiste un periodo ideale per andare dal chirurgo plastico? «Non ci sono particolari vincoli a sottoporsi a interventi in una determinata stagione. Esistono periodi più o meno favorevoli». Parola di Gianluca Campiglio, chirurgo plastico di Milano, segretario dell’Isaps (International Society of Aesthetic and Plastic Surgery, la più grande associazione al mondo di chirurghi plastici) e autore del libro “Mi voglio così”, in cui racconta tutto quello che un paziente della chirurgia plastica dovrebbe sapere.

«Una delle domande che mi sento rivolgere più spesso dai pazienti riguarda il periodo migliore in cui sottoporsi all’intervento chirurgico che hanno scelto», afferma il chirurgo plastico milanese. «Non ci sono stagioni negative e non ci sono periodi positivi: l’estate non ha particolari controindicazioni, può semplicemente richiedere degli accorgimenti maggiori per quanto riguarda il post operatorio».
Del resto, quando si parla di chirurgia estetica, solitamente gli interventi non sono dettati da urgenza e si possono pianificare con calma. «Molti approfittano di un periodo di vacanza o di riposo dal lavoro per potersi dedicare a questo tipo di cure», spiega Campiglio. «Gli interventi di rimodellamento del seno, come mastoplastica additiva, mastopessi e mastoplastica riduttiva, si possono eseguire tutto l’anno, anche a ridosso della bella stagione in quanto i tempi di recupero sono piuttosto brevi. Si può quindi sfoggiare un bel décolleté anche a poche settimane di distanza dall’intervento» afferma il medico. Inoltre, le vacanze estive sono un buon periodo per l’otoplastica, l’intervento per correggere le orecchie a sventola: «I pazienti più giovani scelgono spesso l’estate per affrontare il post operatorio con calma e serenità. Il recupero, tuttavia, non è molto lungo: con la tecnica che utilizzo, il periodo di fasciatura della testa si limita a un giorno» dice l’autore di “Mi voglio così”. Anche per rifarsi il naso va bene ogni stagione.

Altri interventi si possono fare d’estate, ma con l’accortezza di non esporsi al sole: «In caso di addominoplastica e altri interventi di rimodellamento del corpo (lifting braccia e cosce), le cicatrici non devono essere esposte al sole e in caso contrario devono essere protette da creme solari con protezioni molto elevate». Niente sole anche dopo interventi al viso come il lifting o la blefaroplastica (rimodellamento delle palpebre) per tutto il periodo in cui sono presenti lividi, di solito 4-5 giorni. Per la liposuzione, l’aspirazione chirurgica del grasso, nessun problema a farla in estate: bisogna però mettere in conto di indossare, per 7/10 giorni una guaina contenitiva, che nei giorni di gran caldo può essere fastidiosa.
Se si parla di medicina estetica cambia però l’impostazione. «In estate vanno assolutamente evitati trattamenti di rivitalizzazione e di rigenerazione della parte più superficiale della pelle, quindi peeling e laser ablativi (esfolianti). In questi casi, anche una minima esposizione al sole nella fase di guarigione può compromettere il risultato dell’intervento e lasciare antiestetiche macchie marroni, che poi sono molto difficili da cancellare. Tutti gli altri trattamenti di medicina estetica non hanno particolari controindicazioni e possono essere eseguiti in qualsiasi periodo dell’anno» spiega il chirurgo. Per esempio, filler e botulino si possono eseguire sempre senza problemi, anche con la valigia per il mare già pronta. «Non dimentichiamoci però che ogni trattamento richiede degli accorgimenti che, per quanto piccoli, è bene osservare» conclude Campiglio.