Come interpretare linguaggio espressivo e segni del viso di uomini e donne


Quanto è importante l’aspetto estetico? Il linguaggio espressivo del viso comunica molti aspetti dei nostri pensieri e della nostra personalità: come interpretare i segni del viso di uomini e donne? Che valore dare al linguaggio espressivo? Ecco come imparare a riconoscere e a gestire i segni del nostro viso.

“Lascia parlare il tuo viso”: i segni dell’età tra insicurezze e desiderio di affermazione. Una ricerca condotta da Insight Engineers con il contributo di Allergan ha dimostrato l’importanza che assume l’espressività nella relazione con gli altri. L’indagine è stata realizzata in Francia, Germania, Italia, Spagna, UK e Sud Africa, su oltre 3.000 soggetti di età compresa tra i 30 e i 55 anni, di cui circa il 30% uomini. Oggetto dell’indagine: il valore che le persone attribuiscono all’espressività del viso, i timori legati alle valutazioni altrui, la lettura che la società e i media danno dei segni dell’età e l’interesse, in crescita, per i trattamenti di medicina estetica che abbiano un risultato naturale, come i filler dermici a base di acido ialuronico.

Interpretare il linguaggio espressivo

Una persona su due osserva allo specchio la mimica facciale per controllare le proprie espressioni. Tre persone su quattro ritengono che il giudizio degli altri si basi sull’aspetto del viso. E i segni dell’età? Il nuovo trend è non odiarli proprio tutti, difendendo il diritto ad apparire al meglio, ma senza forzature, valutando anche trattamenti di medicina estetica che assicurino un risultato naturale, come i filler dermici a base di acido ialuronico. Il tutto in netta opposizione agli stereotipi proposti dallo show biz o dai media, che propongono modelli estetici in bilico tra realtà e fantasia, pressoché irraggiungibili ed irrealistici nella loro perfezione. E’ questa la sintesi derivante dalla ricerca “Lascia parlare il tuo viso”, che rivela la valenza dell’espressività del viso e dei segni che lo caratterizzano, unici e inconfondibili codici comunicazionali di ciascun individuo.

Espressività del viso: opportunità e preoccupazioni

Nove persone su dieci affermano di utilizzare in modo consapevole l’espressività del proprio volto a seconda delle situazioni, sapendone disporre con sicurezza. Le situazioni più comuni in cui ritengono che l’espressione del viso sia fondamentale è, per il 93%, un colloquio di lavoro, per l’81% la comunicazione quotidiana con gli altri. In particolare, l’89% degli intervistati ammette di usare la propria espressività per suscitare emozioni positive, come nel caso del corteggiamento. Questa consapevolezza si affianca a un certo grado di preoccupazione per il giudizio altrui: l’86% degli intervistati afferma di aver ricevuto commenti sul fatto di apparire stanco, anche se in realtà non si sentiva tale in quel momento e il 72% concorda nell’affermare che le persone esprimono un parere negativo o sbagliato sugli altri basandosi su una percezione soggettiva dell’aspetto del viso, ritenendolo più o meno stanco. E questo è motivo di preoccupazione per il 74% degli intervistati.

“Questi dati non mi sorprendono – commenta la Dottoressa Chantal Sciuto, specialista in Dermatologia e Anti-ageing Medicine. “Sono molte le persone che si rivolgono a me per un consulto, donne e uomini con caratteristiche diverse ed una concezione del tutto personale della bellezza. Dietro i loro volti si celano storie, insicurezze, aspettative. La mia esperienza mi porta a confermare che l’espressività gioca un ruolo importante per ognuno di loro. L’ascolto dei pazienti rappresenta per me un momento fondamentale in cuiragionare insieme e capire le radici dei loro desideri. Osservare la loro mimica mentre parlano mi permette di mettere a fuoco le reali necessità. Io sono solita scattare delle foto del volto, in stasi ed in movimento, per mettere in risalto l’ageing e l’espressività. In tal modo posso metterli a confronto con un’immagine oggettiva, reale, che quasi sempre non è quella in cui si riconoscono pienamente. Vedersi come gli altri ci vedono è lo spunto per una maggiore consapevolezza del proprio aspetto e per identificare i segni che rappresentano i reali inestetismi.”

Come curare e controllare le espressioni del viso

La ricerca ha affrontato il tema dei trattamenti estendendo l’attenzione anche ad aree non strettamente correlate al viso, per esempio i capelli o i denti, che comunque rappresentano elementi rilevanti per l’immagine e l’espressività della persona. Prova ne sia che il 25% degli intervistati, per esempio, ha effettuato un trattamento di sbiancamento dei denti – con punte del 37% tra gli uomini nella fascia 30-39 anni – soprattutto in Italia e in Sud Africa. Le donne della stessa fascia d’età spendono invece di più per i peeling – circa il 28%, con punte maggiori in Germania e in Spagna. Percentuali più alte si registrano per quanto riguarda il desiderio di effettuare un trattamento: il 46% vorrebbe effettuare lo sbiancamento dei denti, il 33% un peeling, mentre il 22% tra quanti non hanno mai provato, vorrebbe sottoporsi a iniezioni di filler dermici, con picchi del 26% in Italia.

Le donne sono più propense degli uomini e registrano un 23% contro il 12%. Interessante un elemento: quando al campione è stata mostrata una grafica che riportava le diverse zone del viso sulle quali è possibile intervenire per migliorarle, modificarle o trattarle, l’interesse a provare il trattamento iniettabile è aumentato in modo rilevante, raddoppiando in alcuni casi, in particolare per quanto riguarda la zona intorno agli occhi, la fronte e l’area tra le sopracciglia, la parte mediana del viso. Non sono rilevanti le differenze tra uomini e donne, ma piuttosto tra le diverse classi d’età, dove il distacco è a sorpresa più ampio tra la fascia 30-39 anni e 50-55 anni: nella fascia più giovane aumenta in modo considerevole la propensione al trattamento dopo aver visto la grafica, con differenze di oltre dieci punti percentuali. “Il mio obiettivo è quello di impostare un percorso graduale e personalizzato con il paziente. Con un’analisi attenta del viso nel suo insieme, posso descrivere le soluzioni possibili e i risultati che vorrei ottenere per restituire naturalezza e freschezza al volto, senza forzature, mettendo in risalto l’espressività e recuperando un’immagine nella quale riconoscersi al meglio – aggiunge la Dottoressa Sciuto. “Questo approccio è volto al raggiungimento di un ottimale estetico condiviso, che spesso ricalibra le richieste iniziali verso le reali necessità ed aiuta a capire come valorizzarsi. ”

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