Carnevale di Viareggio come è morto Carlo Vannucci?


Carnevale di Viareggio come è morto Carlo Vannucci? Lutto a Viareggio e soprattutto lutto al Carnevale di Viareggio. E’ morto Carlo Vannucci.

Carnevale di Viareggio come è morto Carlo Vannucci?

Carnevale di Viareggio in lutto per la morte di Carlo Vannucci, conosciuto con il soprannome di Bocco. Nato a Viareggio il 15 settembre di 95 anni fa, era il decano dei costruttori del Carnevale di Viareggio. Nella sua carriera di carrista ha realizzato ben  quarantacinque carri di prima categoria conquistando due primi posti assoluti alla sfilata del Carnevale di Viareggio: nel 1953 con “Chi vuol esser lieto sia” e nel 1992 insieme al figlio Enrico con “Attenti al lupo”, ispirato all’omonima canzone di Lucio Dalla.

Carlo Vannucci è morto all’eta di 95 anni. Lo piangono tre figli due dei quali, Enrico e Roberto, sono diventati a loro volta costruttori dei carri del Carnevale di Viareggio.

“Con Bocco se ne va un pezzo importante della storia del Carnevale di Viareggio”, ha dichiarato il Commissario Straordinario della Fondazione Stefano Pozzoli. “Portano la sua firma alcuni dei giganti di cartapesta che più hanno emozionato il pubblico. Dagli anni Cinquanta fino al 1992 ha realizzato straordinarie costruzioni che tutti ricordano per bellezza, eleganza, brio, grande capacità comunicativa. Le sue opere hanno spaziato tra temi di fantasia, di satira di costume e politica, regalando suggestioni e ricordi”.
Il primo contatto di Carlo Vannucci (detto Bocco) con il mondo dell’arte fu da giovanissimo. All’età di 14 anni frequentava pittori del calibro di Alfredo Catarsini, Renato Santini, Mario Marcucci. Dopo la guerra si inserisce nel Carnevale. Il debutto è nel 1948 con la mascherata in gruppo “Gli eroi della spiaggia”, prima classificata. L’anno successivo firma il suo primo carro grande: “Pancia mia fatti capanna”, terzo classificato. Nel 1953, insieme a Sandro Bertuccelli realizza “Chi vuol essere lieto sia”, costruzione dedicata a Lorenzo il Magnifico, primo premio assoluto. E’ del 1959 un altro carro rimasto nella memoria dei viareggini per poeticità e bellezza: “La favola”. Nel 1976 Vannucci sceglie la satira politica portando in corso il carro “Questo matrimonio non s’ha da fare”, secondo premio.  L’anno successivo Giulio Andreotti è ritratto nei panni di “Alice nel paese delle meraviglie”. Ancora satira politica nel 1980 con “Fatti più in là”, nel 1982 con “Ma il ciuco non  può andare”, protagonista uno Spadolini centurione e nel 1987 con il grande gatto blu dalle sembianze di Andreotti per l’opera: “Gatta ci cova”. Nel 1992 firma con il figlio Enrico il carro vincitore “Attenti al lupo”, straordinaria costruzione perfettamente realizzata sotto ogni punto di vista. “La cosa che maggiormente invidio ai carristi di oggi è la Cittadella del Carnevale – aveva raccontato Carlo Vannucci in un’intervista pubblicata su Viareggio in Maschera 2012, la rivista ufficiale della Fondazione Carnevale -. Noi eravamo abituati a lavorare al freddo dei vecchi hangar di via Marco Polo e prima ancora nei baracconi di via Machiavelli. Oggi il modo di lavorare è radicalmente cambiato in meglio”. Sono i figli Enrico e Roberto a portare avanti il mestiere del padre, impegnati nella realizzazione di carri e mascherate per il Carnevale di Viareggio.
Carlo Vannucci è morto di vecchiaia.