Come combattere la bulimia e l’anoressia con una App


Come combattere la bulimia e l’anoressia con una App. Esiste un App  che ha avuto ben 2mila download, con 607 utenti registrati e quasi 500 messaggi via chat, per quasi 200 persone raggiunte.

L’app che ti aiuta a combattere bulimia e anoressia in forma anonima

L’app ha solo otto mesi di vita e si chiama Sc(Hi)acciaDCA. E’ stata creata dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (CDCA) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo per aiutare chi ha un problema alimentare e fornire supporto anche ai loro familiari.

Lanciata il 15 novembre 2016, l’App è stata scaricata 2.621 volte e ha fornito 319 risposte dagli esperti.

Il 92,32% degli utenti sono donne e per la quasi totalità hanno utilizzato la chat le persone direttamente interessate al problema. Hanno chiesto aiuto per se stesse o lo hanno fatto per persone vicine a loro.

Quindi hanno chiesto aiuto le madri per le figlie, le amiche e gli amici, le sorelle, i cugini, i nipoti…

L’app mette a disposizione degli strumenti che sono stati quindi utilizzati : i test, il Diario personale in forma privata, e la Chat.

La Chat si può dire, essere stato lo strumento più importante e attraverso questa, gli esperti hanno risposto alle richieste di aiuto, su dubbi alimentari, talvolta dettati da pregiudizi, e a richieste d’informazioni (sull’accesso al servizio, sui diversi servizi e percorsi disponibili), garantendo sostegno e orientamento rispetto a problemi di tipo alimentare, legati alla sfera corporea, al ritiro sociale e al peso.

Come si fa ad accedere a questa app

Servono un nickname e un’e-mail per la conferma della registrazione.

Non vengono richieste altre informazioni, la privacy è garantita.

Potete consultare anche  www.schiacciadca.it e la pagina Facebook @dcaistpalazzolo.

Sc(Hi)acciaDCA – realizzata grazie al progetto “Digital for Social” di Fondazione Vodafone – è un canale per raggiungere gli adolescenti, vittime di questi disturbi, e le loro famiglie.

L’applicazione rientra nel progetto di collaborazione con il territorio e con il consorzio Solco Città Aperta, con cui la Casa di Cura Beato Palazzolo sta lavorando per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce di questi disturbi.
Il lavoro proseguirà anche grazie al progetto «…allora, vola!», sostenuto dalla Fondazione CARIPLO che è dedicato alle famiglie in situazione di fragilità socio economica.