Come capire se un bambino è disidratato e ha bisogno di bere. Sintomi e cura


Come riconoscere i sintomi di disidratazione nei bambini? Ogni quanto bisogna bere? Qual è la temperatura migliore dell’acqua da bere quando fa caldo? Bere è una necessità per tutti, ma in alcune categorie di persone è indispensabile prestare ancora più attenzione alla modalità e alla quantità di acqua assunta. Quella dei bambini è da sempre considerata la tipologia a maggior rischio disidratazione: per questo è ancora più importante assicurarsi che bevano frequentemente e a sufficienza, al fine di reintegrare i liquidi e i sali minerali necessari al loro organismo e alla loro crescita.

Ogni quanto bisogna far bere i bambini quando fa caldo?

E’ risaputo che nei bambini il senso della sete è meno sviluppato che negli adulti, ecco perché è fondamentale educarli a bere correttamente fin da piccoli, in modo che il semplice gesto di avere con frequenza un bicchiere o una bottiglietta di acqua in mando diventi per loro abituale, parte normale della loro abitudini quotidiane. I genitori e gli insegnanti sono il primo esempio per i bambini, è dalle loro raccomandazioni e anche dai loro stessi comportamenti che parte l’educazione dei più piccoli ad una corretta idratazione.

Qual è la temperatura migliore dell’acqua da far bere ai bambini?

Bere adeguatamente, dunque. Ma come? Mai come nei mesi caldi il dilemma è: meglio l’acqua fresca o a temperatura ambiente? Un aiuto in tal senso arriva dal Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e docente all’Università di Bologna, che fornisce alcuni preziosi chiarimenti su quale sia la temperatura ottimale per far bere i più piccoli: “I nostri bambini sono molto sensibili alla temperatura dell’acqua che bevono. Bere acqua fredda può provocare in loro disturbi gastrici come la congestione. Per questo motivo bisognerebbe offrire loro acqua a temperatura ambiente, il più simile possibile alla temperatura corporea, preferibilmente a piccoli sorsi e in più riprese”.

“Così come non si devono immergere in acqua troppo fredda subito dopo aver mangiato, allo stesso modo i bambini non devono bere dell’acqua molto fredda durante la digestione – spiega l’esperto – Quando una grande quantità del loro sangue è interessata in questo processo, un’alterazione repentina della temperatura dell’organismo, causata dall’acqua fredda ingerita, può portare ad uno squilibrio nella circolazione, con conseguente scarso afflusso al cervello e blocco della digestione. Nei bambini gli effetti della congestione da acqua fredda possono rivelarsi dannosi quanto quelli legati alla disidratazione”.

Come riconoscere i sintomi della disidratazione nei bambini

E’ di primaria importanza ricordare che l’acqua rappresenta un costituente fondamentale del nostro corpo e che la sua proporzione nei bambini è maggiore rispetto a quella degli adulti, fino all’80% contro il 70% degli adulti. In condizioni ambientali normali, viene calcolato che il fabbisogno idrico di un piccolo tra i quattro e gli otto anni si aggira attorno ai 1.600ml al giorno, una quantità che va aumentata del 15-20% se fa molto caldo. Di conseguenza, sarà compito dei genitori far bere frequentemente i propri figli, optando per un’acqua oligo-mediominerale a basso contenuto di sali minerali che eviti il sovraccarico delle vie metaboliche. Qualora si manifestasse nel bambino il rischio di deficit idrico, è essenziale, da parte dell’adulto, saper riconoscere tempestivamente i sintomi tipici della disidratazione che sono riscontrabili in stanchezza anomala, mal di testa e diminuzione e cambio di colore delle urine, che diventeranno più scure.

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