Come prevenire la trombosi in 10 mosse


Come prevenire la trombosi in 10 mosse? Prevenzione Trombosi, ecco tutto quello che c’è da sapere soprattutto di fronte al grande caldo.

Come prevenire e curare la trombosi?

Estate, voglia di sole, mare e… salute! Ma prima, meglio mettere in valigia i dieci consigli di scienza e buon senso firmati ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus che da quasi trent’anni si adopera per scongiurare il rischio trombosi, causa in Italia 400mila decessi: 50mila per trombosi venosa profonda, 200mila per infarto e 150mila per Ictus.

Con il grande caldo, i soggetti più a rischio sono coloro che hanno subito un recente intervento chirurgico, chi è sottoposto a terapie ormonali o è in stato di gravidanza. E ancora, chi soffre di malattie infiammatorie croniche o acute, chi è in sovrappeso (specie nella zona addominale), chi fuma, eccede con l’alcool o ha avuto traumi agli arti inferiori che possono attivare la coagulazione del sangue e provocare una trombosi anche in persone sane, cosa che può accadere finanche con le punture di insetto. Ma mettere KO le malattie da Trombosi, si può. Anzi, si deve! E con il vademecum della salute di ALT sarà un gioco da ragazzi.

Prima mossa: golosi sì, ma con intelligenza. Bene preferire cibi poco salati come frutta e verdura (almeno 5 porzioni al giorno) e bere molta acqua (preferibilmente non gassata e lontano dai pasti). Meglio evitare salse, patate, riso e mele, preferendo invece pere con buccia, yogurt, semi di zucca (non salati), mandorle e pistacchi.

Raccomandazione numero 2. Con pasti più leggeri sarà più facile divertirsi facendo sport, approfittando delle serate estive per lunghe passeggiate in riva al mare, in pineta o tra i vigneti. O perché non salire in sella alla propria bici per pedalate lungo i fiumi o tra le vie di città semi deserte? E anche in casa si può fare sport: basta posizionare la cyclette davanti alla Tv, per tenersi in forma, rilassandosi.

«In ogni caso, ricordate che avete le gambe e ogni tanto muovetele, contraete i polpacci, ruotate le caviglie, flettete le dita, alzate e abbassate i talloni. Questi movimenti favoriscono il ritorno del sangue al cuore e riducono la probabilità di ristagno, che aumenta il rischio di Trombosi e di flebiti specie in chi ne ha già avute o ha una maggiore predisposizione» – spiega Lidia Rota Vender, presidente di ALT.

Così, ecco il terzo consiglio della salute: occhio alla familiarità, meglio sfruttare le feste e l’incontro con parenti lontani per approfondire la storia di patologie pregresse e diffuse in famiglia. E se mentre chiacchierate, il caldo non dà tregua, la mossa numero 4 invita a esporsi in spiaggia nelle ore meno calde della giornata, con un cappello o la testa bagnata e dedicarsi a lunghe nuotate o passeggiate in acqua. Per chi resta in città, invece, il consiglio è tenere le persiane socchiuse, uscire per la spesa la mattina presto o nel tardo pomeriggio, evitare di fare lavori faticosi nelle ore più calde e misurarsi la pressione, specie se si è sotto cura.

La mossa numero 5 è per chi fa un uso abituale di farmaci che servono per fluidificare il sangue. Per non correre rischi, è meglio mettere in valigia un foglio nel quale siano scritti i nomi e le dosi dei farmaci assunti abitualmente, la patologia di cui si soffre e i numeri da contattare in caso di bisogno. Per chi invece dovesse avvertire sensazioni strane, giramenti di testa o mancanza del respiro, la mossa numero 6 consiglia di tastarsi il polso e sentire il ritmo del cuore. L’importante è che sia regolare come quello di un tic tac e se le pause fra un battito e l’altro fossero disordinate, è bene respirare a fondo e distendere il diaframma. Se anche così non si trova giovamento, consultare il medico.

Agli intrepidi dei monti, si rivolge la mossa 7: l’altezza potrebbe provocare un rialzo della pressione in chi ne soffre e richiedere un aumento della dose del farmaco che si prende di solito, meglio fermarsi in farmacia e verificare l’opportunità di aumentare la dose abituale del farmaco antiipertensivo. In ogni caso, la montagna fino a 1000 metri è un puro toccasana, dai 2000 metri può invece rendere difficoltoso il respiro e provocare vertigini o senso di instabilità. Meglio programmare una vacanza prolungata ad alte quote, non di pochi giorni o peggio di poche ore, in modo da dar tempo all’organismo di adattarsi al nuovo clima.

Chi al mare non rinuncia, invece, si ricordi il punto 8, dedicato alle meraviglie delle immersioni subacquee. Uno sport proibito per chi ha già avuto una trombosi cerebrale, un’ischemia, un difetto delle valvole del cuore o un forame ovale pervio. Per tutti gli altri , il consiglio è di confrontarsi con l’istruttore: meglio andare sott’acqua con pochi fattori di rischio, senza aver subito interventi chirurgici al cuore o essere in sovrappeso o dover affrontare un lungo volo nelle ore successive. Nessun rischio, invece, per chi sceglie le terme, dove anche chi ha già avuto una trombosi può rilassarsi con linfodrenaggio, massaggi, bagni in acque solforose, impacchi di alghe e trattamenti con i Sali del Mar Morto che sgonfiano, guariscono le malattie della pelle e rendono più sani e più belli.

Da non dimenticare, mossa numero 9, le calze elastiche. Sono obbligatorie in gravidanza perché aiutano il sangue a tornare rapidamente al cuore e riducono la probabilità che le vene profonde delle gambe perdano elasticità, ma può utilizzarle chiunque ne senta la necessità, scegliendole possibilmente autoreggenti con il pizzo (per non rinunciare alla sensualità!) di cotone o di microfibra, e di prima classe di compressione.

Infine, la mossa numero 10: il buonsenso dell’attenzione e la scienza della cura. I sintomi della trombosi sono vari: una gamba gonfia più dell’altra, un dolore forte a un polpaccio o sulla schiena, un cordone dolente lungo il decorso di una vena su una gamba o su un braccio, in alcuni casi la mancanza di respiro o un improvviso mal di testa, con la difficoltà di tenere aperti gli occhi e di mantenere l’equilibrio. In tutti questi casi, è necessario rivolgersi al medico per eseguire un ecocolordoppler e un prelievo che indichi la probabilità di trombosi, comune ormai in tutti i laboratori.

«La trombosi – conclude la dott.ssa Vender – si può curare, prima di tutto con la testa. Per questo è importante sospettarla, diagnosticarla e poi intervenire, se necessario, per un periodo adeguato e con un farmaco adatto, assunto nella giusta dose. Ecco perché non bisogna sottovalutare alcun segnale. E dopo, saremo ancora più contenti e spensierati, pronti a goderci l’estate».

Articoli in evidenza