Sordità come correggere il deficit che affligge 7 milioni di persone in Italia?


Sordità come correggere il deficit? Sordità: un problema che colpisce circa il 10% della popolazione mondiale, e quasi il 40% degli over 65. Circa 7 milioni di persone solo in Italia.

Sordità come risolvere il problema? Rimedi

Da un team di ricercatori italiani guidati dal dr. Fabio Tomassetti, un innovativo metodo di adattamento audioprotesico che consente di impostare l’apparecchio acustico prendendo in considerazione tutte le frequenze e che può essere corretto nel tempo.

Importanti passi in avanti nella cura riabilitativa di pazienti affetti da sordità, che, secondo le stime dell’OCSE, rappresentano circa il 10% della popolazione, e quasi il 40% degli over 65. La novità arriva proprio dall’Italia, dove le persone affette da ipoacusia, o calo dell’udito, sono oltre 7 milioni, e consiste nel Nuovo Protocollo Audioprotesico, una innovativa metodologia adattabile a tutti gli apparecchi acustici di ultima generazione e sviluppato da un team di ricercatori italiani guidati dal dottor Fabio Tomassetti, Direttore Scientifico di PiùUDITO.

A differenza dei sistemi utilizzati fino ad oggi, questo protocollo non si basa sui test uditivi standard (esame audiometrico tonale), nei quali normalmente si misura la capacità uditiva umana attraverso la somministrazione di singoli toni puri in cuffia per alcune singole frequenze principali (125 Hertz, 250, 500, 1.000, 2.000, 4.000, 8.000 Hertz) e, talvolta, per alcune frequenze intermedie (750 Hertz, 1.500, 3.000, 6.000 Hertz), ma valuta la reale gravità della perdita uditiva prendendo in considerazione tutte le frequenze, comprese le singole frequenze solitamente non misurate, ma percepibili da un orecchio sano. In questo modo è possibile individuare quali frequenze causano il problema uditivo, per poi realizzare il miglior bilanciamento uditivo ancora praticabile per l’orecchio trattato, ovvero l’Equocentro Percettivo.

Il Protocollo si fonda sul Procedimento Libra, che valuta il deficit del singolo paziente ed elabora una correzione ad hoc attraverso 5 step: studio iniziale dei parametri; calibrazione soglia soggettiva; ottimizzazione soglia soggettiva; definizione e bilanciamento del volume generale; raggiungimento dell’Equocentro Percettivo. Il Nuovo Protocollo Audioprotesico consente, inoltre di apportare ulteriori correzioni allo schema impostato, consentendo di modificarlo di pari passo con il progredire della malattia o, semplicemente, per adeguarsi alle naturali variazioni prodotte dalla evoluzione peggiorativa della ipoacusia dell’individuo, che, inevitabilmente, influisce anche sull’assetto uditivo dell’orecchio interno.

“Negli ultimi 10 anni la ricerca nel settore audioprotesico ha fatto passi da gigante, riuscendo a realizzare apparecchi acustici sempre più piccoli e meno evidenti, così da non costituire più motivo di imbarazzo o disagio per chi li indossa – ha commentato il dottor Tomassetti. – Sicuramente questo è un aspetto molto importante, ma credo che ottenere una percezione ottimale su tutte le frequenze, sia determinante per garantire una migliore qualità della vita. Gli approcci adottati fino ad oggi non consentivano agli apparecchi acustici di apportare la correzione uditiva sperata, non garantendo di poter udire le voci, i suoni e i rumori in modo sufficientemente riequilibrato. Tale limitazione, oltre a creare difficoltà comunicative, rappresenta un limite invalidante in alcune professioni, ma, ancora di più, non garantisce al soggetto ipoacusico di poter riuscire a raggiungere il miglior recupero uditivo necessario per il ripristino della sua migliore chiarezza uditiva possibile soprattutto nell’ascolto uditivo in particolari condizioni, come durante l’ascolto di una sinfonia o ad uno spettacolo teatrale, al cinema o, più frequentemente, alla TV.”

“L’aspetto fortemente innovativo del Nuovo Protocollo Audioprotesico, è la possibilità di poter apportare continui e corretti bilanciamenti nelle regolazioni degli apparecchi acustici in uso, per garantire sempre il massimo recupero uditivo possibile e per allinearsi sempre alle continue evoluzioni determinate dai cambiamenti legati alle caratteristiche della malattia. Oggi e proprio grazie a questa innovativa metodologia, tutti gli utenti di apparecchi acustici potranno avere una garanzia in più, rappresentata dal poter utilizzare nel tempo e in maniera estremamente performante i loro apparecchi acustici, almeno fino al fisiologico deterioramento delle loro componenti elettroniche e fisiche, ovvero fino alla fine del loro ciclo di vita, ottenendo così finalmente una valorizzazione del loro investimento, rappresentato dal costo di acquisto degli apparecchi acustici” conclude il dottor Tomassetti.

comunicato stampa

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