Come è morto Kurt Cobain? Suicidio o omicidio? Il mistero


Come è morto Kurt Cobain? Si è davvero suicidato sparandosi o la sua morte nasconde qualche segreto? Il leader dei Nirvana è morto il 5 aprile del 1994, a soli 27 anni, lasciando una moglie, Curtney Love, e una figlia, Frances Bean. Ecco anche cosa riporta la lettera che Kurt Cobain ha scritto prima del suicidio.

La morte di Kurt Cobain a Top Secret

Brian Jones, Kurt Cobain, Amy Winehouse. Tre pop star. Tre giovani vite bruciate dall’alcol, dalla droga, dagli eccessi. Tre voci spente da quella che è stata definita la ‘maledizione del rock’. Da questa semplice constatazione parte in nuovo appuntamento con “Top Secret”, in onda martedì 14 luglio, in seconda serata, su Canale 5. Il programma di Claudio Brachino indaga sui più noti casi di morti celebri e sospette – tutti frettolosamente archiviati come suicidi – con una puntata da Londra, accompagnato da Mario Luzzatto Fegiz, autorevole e storica firma del “Corriere della Sera”.

Kurt Cobain si è suicidato o è stato ucciso da qualcuno?

Brachino ricorda la breve vita di Kurt Cobain, trovato morto nella sua villa di Seattle l’8 aprile del 1994. Suicidio, si disse. Omicidio afferma a “Top Secret” un investigatore americano, che punta il dito sulla compagna di Cobain, Courtney Love. L’inchiesta, frettolosa, fu costellata da errori e superficialità. Non convinse totalmente. Cosi come non convinsero – sostengono le voci raccolte da “Top Secret” – le indagini sulla morte di Marilyn Monroe, Brian Jones, Jim Morrison, Michael Jackson.

La lettera che Kurt Cobain ha scritto prima di spararsi

Insieme al corpo del leader dei Nirvana, è stata trovata anche la lettera che Kurt Cobain scrisse prima di spararsi:

“Vi parlo dal punto di vista di un sempliciotto un po’ vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso. Questa lettera dovrebbe essere abbastanza semplice da capire. Tutti gli avvertimenti della scuola base del punk-rock che mi sono stati dati nel corso degli anni, dai miei esordi, intendo dire, l’etica dell’indipendenza e di abbracciare la vostra comunità si sono rivelati esatti. Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Per esempio, quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne ritraeva energia e io l’ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo (e l’apprezzo, Dio mi sia testimone che l’apprezzo, ma non è abbastanza).
Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo colpito e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po’ stordito per ritrovare l’entusiasmo che avevo da bambino. Durante gli ultimi tre nostri tour sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i fan della nostra musica, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l’empatia che ho per tutti. C’è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste. Il piccolo triste, sensibile, ingrato, Pesci, dell’uomo Gesù! Perché non ti diverti e basta? Non lo so. Ho una moglie divina che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia.
Bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l’idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall’età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente. Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo un bambino incostante, lunatico! E non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.
Pace, amore, empatia. Kurt Cobain.
Frances e Courtney, io sarò al vostro altare.
Ti prego Courtney continua così, per Frances.
Perché la sua vita sarà molto più felice senza di me.
VI AMO. VI AMO.”

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